“Un apriori inconscio preme verso il divenire della sua forma, e noi ignoriamo che la coscienza di un altro è messa in moto dagli stessi motivi, pur avendo la sensazione di essere preda di una illimitata casualità soggettiva. Su tutto questo processo sembra aleggiare un oscuro “saper di già”. (Jung) A tale proposito riporto il classico esempio del telefono: mentre pensi di telefonare a una persona questa stessa persona ti chiama.

Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra psiche e materia – di Carl Gustav (Autore), Wolfgang Pauli (Autore), A. Sparzani (a cura di), A. Panepucci (a cura di), G. Drago (Traduttore)

“Questo volume presenta la traduzione italiana dell’ottantina di lettere che il curatore tedesco, lo psicoanalista C.A. Meier, è riuscito a reperire tra quelle scambiate nel periodo che va dal 1932 al 1957, fra Wolfgang Pauli, uno dei fisici teorici di punta della stagione della fisica di rottura della prima metà del secolo scorso e Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica che a sua volta presenta punti di rottura e di avanzamento rispetto alla psicoanalisi ortodossa. È stato un confronto vivo e vero, nel corso del quale ognuno dei due studiosi, teso a capire le ragioni e i modi di pensare dell’altro, si è spinto al di là del già noto, tanto da creare un linguaggio comune o, come gli stessi autori dissero, una “correspondentia” capace di intercettare i punti di contatto tra i concetti più nuovi dell’ermeneutica junghiana, quali la sincronicità, l’archetipo, lo psicoide ecc. e i concetti altrettanto nuovi della fisica quantistica in formazione, di cui Pauli è stato un grande protagonista. Da questa comune tensione è nato un esempio notevole e forse unico di dialogo tra studiosi di discipline apparentemente molto distanti fra loro, dialogo che avvenne nel corso di lunghi e faticosi anni di elaborazione e reciproca formazione”. (Amazon.it)

Davide Fiscaletti, fisico allo Spacelife di Pesaro, afferma che quando dirigiamo la nostra attenzione verso un dato oggetto o luogo in un determinato momento, attiviamo la nostra consapevolezza e non si sa “dove finiamo noi” e dove comincia il resto dell’Universo.

Gli esseri viventi, ad un livello profondo della realtà, quello sub-atomico delle particelle elementari (elettroni) sono collegati tra loro e l’Universo in modo non-locale, cioè istantaneo.

Il singolo essere umano è connesso con l’inconscio collettivo e con l’ambiente nel quale è inserito. Questa affermazione non sembra poi così innovativa se prendiamo in considerazione ciò che i mistici affermano da tempo: la realtà è un’illusione e siamo tutti connessi.

Solo paragonando l’Universo a un ologramma possiamo spiegare il legame non locale delle particelle in grado di comunicare istantaneamente, dove la separatezza delle particelle non è altro che pura illusione.

Davide Bohm ci dice di utilizzare un nuovo strumento di pensiero per comprendere la realtà, metodo già esistente: per oltre duemila anni questo strumento è stato sviluppato grazie alle filosofie e religioni orientali, grazie all’introspezione.

Se prendiamo per buona la concezione olografica dell’Universo, il tempo e lo spazio diventano relativi, il passato il presente e il futuro coesistono e ogni concetto di separazione è un artifizio creato dall’uomo in antitesi con la vera natura della realtà.

Penso proprio che in un dato momento, quello in cui ero più pronta a recepire grazie al sentiero spirituale intrapreso, la particella Elisabetta abbia chiamato la particella Clara e tutto è iniziato in uno spread di coincidenze (Deepack Chopra:”Le coincidenze”), di incontri non casuali che mi ha portato a ripercorrere la vita di Elisabetta e a scriverla.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sincronicit%C3%A0